Di fronte ai dati del commercio elettronico italiano del 2009, molti marketer hanno sorriso soddisfatti di aver intrapreso, forse anche in tempi recenti, questa strada. Molti altri invece si sono trovati a dover rivedere gli ostacoli che finora li hanno fatti propendere per una posizione attendista o, peggio, ostile.

La ricerca del Politecnico per il 2009 dipinge infatti un mercato che non solo regge di fatto alla crisi, ma mostra segni di svolta particolarmente significativi: 5,8 miliardi di euro di vendite generate online dalle aziende italiane (+1% rispetto al 2008) sono infatti un dato rilevante soprattutto a fronte di cali importanti per le stesse merceologie offline.

A dispetto di una logistica che rimane inefficiente per costi e tempi di consegna costituendo un ostacolo allo sviluppo dell’intero settore, l’e-commerce di prodotto, tradizionalmente secondo nel nostro Paese ai servizi online, aumenta nel numero degli ordini (+19% rispetto al 2008), tiene sul fronte dello scontrino medio (-1%) e presenta punte di crescita soprattutto nell’elettronica di consumo (+7% al 10% del totale) ed ancor più nel’abbigliamento (+42% al 6%): quest’ultimo ambito in particolare falsifica ancora una volta i limiti troppo spesso attribuiti all’esperienza di acquisto sulla Rete e premia l’approccio multicanale delle grandi marche e il successo di modelli nativi sul Web.

L’abbigliamento si dimostra peraltro vincente anche in una logica di internazionalizzazione, generando il 52% del proprio fatturato all’estero, a fronte del semplice 21% sviluppato dal turismo evidentemente ancora troppo dominato da grossi player internazionali che fanno del nostro Paese un mercato prevalentemente di sbocco.

Secondo una ricerca Eurisko circa 2 milioni di italiani si dichiarano a questo punto pronti ad affiancarsi a quei 6 milioni che già acquistano online e la loro decisione sarà influenzata dalla notorietà del marchio (ed i brand della moda hanno quest’anno compiuto decisivi passi avanti nell’iniziare le loro attività di e-commerce), dalla usabilità del sito e soprattutto dalla sinergie con la distribuzione fisica: gli esempi di interazione con le agenzie di Alpitour e con gli store di Unieuro e Darty sono ormai casi di successo da imitare.

Gli shopping club (Buyvip, Saldiprivati, Born4shop) infine hanno saputo far leva sul fenomeno dell’outlet offline e su un’accurata strategia di e-mail marketing per sviluppare un modello di business che incrocia l’acquisto di impulso e la “vendita privata”.

Questi e altri dati dimostrano ormai senza ombra di dubbio che il tempo dell’e-commerce è ormai questo: ai marketer la sfida di sfruttarlo posizionando adeguatamente la propria azienda nella catena del valore del proprio mercato di riferimento.

Andrea Boscaro
Decido.it

Monday, 25 January 2010Da Customer Care a Customer Cure

L’attenzione per il cliente o, meglio ancora, per il potenziale cliente, deve essere sempre massima. Bisogna curare questo rapporto. Quante volte abbiamo detto che gli utenti della rete vanno coccolati?

Controllate tutti i vostri processi online. Siate sicuri che gli utenti possano raggiungevi agevolmente in più di un modo: mail e telefono in primis.

E se avete un form di contatto come questa sotto…beh…forse c’è qualcosa da rivedere…

contattocontatto2

Sebbene in ritardo rispetto ad altre realtà più consolidate, anche in Italia sempre più persone acquistano sul web. La maggior parte di chi compra online è giovane e piuttosto informatizzato, ma il passaparola e gli evidenti vantaggi dell’e-commerce stanno rendendo questa pratica sempre più diffusa anche fra chi ha meno dimestichezza con il web.

Ecco, allora, che diventa ancora più importante avere ben presenti le regole per un acquisto sicuro, affinché l’esperienza di shopping non si trasformi in un’assai meno piacevole truffa ai danni del compratore.

Vai su Decido per leggere i nostri consigli!

Il 2009 è terminato e ci siamo lasciati alle spalle anche le ultime festività. Si apre adesso il periodo dei bilanci, anche se è ancora presto per avere dati esaustivi sull’andamento del commercio elettronico in Italia. Alcune considerazioni possono però già essere fatte a partire dai primi dati che circolano in Rete.

Salta subito all’occhio come il settore dello shopping online sia stato uno dei pochi a non risentire della crisi; anzi, gli acquisti online si stanno progressivamente diffondendo a causa della convenienza, della comodità e della sostenibilità dell’e-commerce.

Ti interessa? Leggi il seguito su Decido!

Tuesday, 29 December 2009Quando Facebook aprirà agli editori

facebookIl business model dell’editoria online è basato in prevalenza sulla vendita di spazi pubblicitari con ogni logica (cpm, cpc, affiliation program).

L’obiettivo è dunque far compiere più azioni possibili agli utenti (pagine viste, click, acquisti) per remunerare lo sforzo editoriale.

Fin qui nulla di nuovo, giusto?

Tante aziende stanno promuovendo la propria immagine anche su Facebook.
E fanno benissimo visto che gli utenti stanno spendendo sempre più tempo sopra questo social media.

Il problema è che… come fa a “guadagnare” un editore se gli utenti, pur parlando di lui, stanno su Facebook e non sul suo sito?
Chi li vede più, ad esempio, i banner venduti magari a 10 – 20€ cpm?

Ecco allora cosa mi aspetto: in un futuro non molto lontano i signori di Facebook apriranno i loro adserver anche a utenti “premium” esterni. Il che vuol dire che se la Repubblica o il Corriere avranno delle proprie fan page su Facebook, potranno caricare, all’interno di spazi definiti, le stesse creatività che girano sul proprio sito. Magari condividendo con Facebook le entrate.

Sto dicendo baggianate? Per chi sostiene che il banner sia morto forse sì ma secondo me il discorso, in generale, ha un suo senso…

Ai posteri l’ardua sentenza :-)

Wednesday, 23 December 2009Quelli che non convertono…

Per chi fa questo mestiere la parola “conversione” è il pane quotidiano. Giustamente chi vende online ricorre le conversioni, giorno dopo giorno, cercando sempre di aumentarle.

Purtroppo però ci sono ancora tanti shop che non valorizzano al meglio il lavoro di noi comparatori o di altre attività di webmarketing.

Un esempio pratico.

La mail di ieri di un cliente che ha cancellato il contratto:

“Salve,
malgrado il codice per il tracciamento e i nostri congiunti sforzi la situazione con il vostro motore di comparazione prezzi non migliora.

Le chiedo quindi di togliere XYZ  dal vostro comparatore, a meno che non le vengano in mente altre strade da percorrere.

Cordiali Saluti”

Vado a vedermi, per curiosità, il tracciamento nei suoi link e scopro che è fatto così:

http://www.xyz-blablabla.it/coperchio-hotpoint-ariston.html?utm_source=trovaprezzi&utm_medium=cpc&utm_campaign=trovaprezzi

AAAAAARGH!!!

Cosa? Come?

Andiamo con calma. Il cliente in questione utilizza il tracciamento gratuito di google analytics per valutare le nostre performance. Perfetto.

Peccato però che nel tracciamento, come nome e sorgente campagna, io veda “TROVAPREZZI” (che mi stanno anche simpatici ma…sono un nostro competitor!)

Lo credo bene che il cliente mi dica che Pangora non coverte. Ha dato lo stesso database con gli stessi tracciamenti a più comparatori di prezzo!

Beh, diciamo che almeno ha messo un tracciamento, cosa che fanno ancora in pochi. Accontentiamoci di questo :-)

Wednesday, 23 December 2009Riconquistate i vostri utenti

Essere su facebook fa figo. Si lanciano pagine fan, concorsi, applicazioni di ogni genere e giochi.
Dialogare con i clienti via Twitter non è affatto fantascienza e aiuta le vendite.
Promuovere un prodotto su Youtube? Perchè no?

Belle tutte queste iniziative che coinvolgono i social media eh?

Già, ma le aziende si sono accorte che i loro siti aziendali hanno perso traffico?

Guardando questo grafico c’è poco da essere felici:

grafico postarank
Cosa rappresenta?
Ci dice (fonte: Postrank) che gli utenti non parlano più dell’azienda sul relativo sito ma conversano con e di lei in altri ambienti.
Se vogliamo la somma del tempo speso sul sito e sui social media per parlare con e dell’azienda è persino aumentato.

Tutto questo è però un fenomeno troppo pericoloso da controllare?

Un pochino, ma non ci si puo’ sottrarre.

Barricarsi e sabotare il pc dell’amministratore delegato in modo che non si accorga di quello che succede in rete non è una soluzione definitiva.

Gli utenti vanno ingaggiati, bisogna aprire un dialogo con loro sfruttando i diversi mezzi a disposizione ma con una accortezza: riprenderseli.

Portateli via da Facebook. Come se fossero pecorelle smarrite. Tanto poi ci ritorneranno.
Ricordate che quando “costruite” delle community su piattaforme altrui, i dati non sono di vostra proprietà. Se volete contattare singolarmente gli utenti non conoscerete i loro dati, le loro mail. Non e’ un dettaglio da poco. Anni fa si misurava l’importanza di un sito o di un portale sulla base del numero di utenti registrati che aveva. E ora? Ora questo dato vale molto di più: soprattutto perchè, per un perverso motivo, gli utenti danno più volentieri i loro dati a Google o a Twitter.

Rinconquistateli, strappateli ai social media. Ci ritorneranno ma… voi provateci :-)

Friday, 4 December 2009Le parole più cercate su Google

logo googleQueste le parole italiane più cercate nel 2009 sul motore di ricerca:

  1. Facebook;
  2. Youtube;
  3. Libero;
  4. Roma;
  5. Meteo;
  6. Giochi;
  7. Yahoo;
  8. Netlog;
  9. Msn;
  10. Wikipedia.

Molto più articolati gli argomenti di cronaca cercati nel 2009:

  1. Terremoto Abruzzo;
  2. Sanremo 2009;
  3. Grande fratello 9;
  4. Elezioni Sardegna 2009;
  5. Veronica Lario;
  6. Elezioni Europee 2009;
  7. Giuramento Obama;
  8. X factor 2009;
  9. Michael Jackson;
  10. Alberto Stasi.

Fonte: Tecnomagazine.it

Thursday, 3 December 2009Occhio alla Privacy

Quando si parla di privacy su internet c’è poco da scherzare.
Tempo fa un nostro shop si beccò una multa di alcune decine di migliaia di euro perchè non conservava/raccoglieva i dati dei clienti/utenti in modo corretto.
E non si pensi che facesse chissà quali porcherie: semplicemente non informava gli utenti, secondo norma di legge, comesarebbero stati memorizzati i dati e per quali fini.
Questo è da applicare anche nei semplici form di contatto.
Segnatevelo perchè è importante.

La tutela dei propri dati personali deve Continua la lettura di questo post »

Ieri è stato davvero per me un piacere essere ospite all’Università di Tor Vergata del Prof. Nicolò Costa e della Facoltà di Lettere e Filosofia per parlare di web-marketing ed e-commerce turistico.

Potete visualizzare la presentazione cliccando qui.

Buone vendite online a tutti gli operatori turistici!


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