Due giorni fa abbiamo tenuto, insieme a Trovaprezzi e con la presenza di Bow.it, un seminario sui comparatori di prezzo. Cosa sono, perchè e come utilizzarli al meglio.
Un grazie al presidente di Netcomm, Roberto Liscia, che ci ha ospitati in sede e che ha aperto e moderato la sessione.

In sala una trentina di persone (quasi tutti shop) oltre un’altra cinquantina di utenti collegati online alla diretta web (che non è stata però registrata).

Belle, intelligenti e stimolanti le domande finali della platea. A dimostrazione che i comparatori giocano un ruolo chiave nelle strategie di web marketing e che, il nostro lavoro, non può mai considerarsi finito :-)

Di seguito qualche foto presa qua e là con un semplice iPhone:

sala-netcomm Continua la lettura di questo post »

Il consorzio del commercio elettronico italiano Netcomm organizza con Trovaprezzi e Pangora un incontro a Milano il 3 marzo per parlare delle potenzialità offerte ai merchant dai comparatori di prezzo.

17 febbraio 2010 – La visibilità su internet è sempre più una leva strategica per un business di successo. E’ questo il fondamento dell’incontro organizzato a Milano il 3 marzo da Netcomm sul tema “Come investire meglio nei comparatori di prezzo“.

Protagonisti dell’incontro saranno due realtà leader nel settore del commercio elettronico, Trovaprezzi (Gruppo 7Pixel) e Pangora: due società concorrenti che hanno deciso di unire le forze con l’obiettivo di contribuire a un ulteriore sviluppo e dare un respiro più ampio ad un settore già in forte espansione come il commercio elettronico.

I dati relativi al 2009 lo confermano: in un momento difficile dal punto di vista economico, il commercio elettronico continua a crescere. L’incontro vuole essere quindi un’occasione di confronto con i merchant per permettere loro di utilizzare al meglio i comparatori di prezzo. Se utilizzati nel modo corretto, i comparatori di prezzo possono avere infatti un forte impatto sulle vendite. E’ questo il messaggio chiave che Netcomm con Trovaprezzi e Pangora rivolge al target dei rivenditori online. Si parlerà dell’evoluzione dei comparatori, del loro funzionamento e di come utilizzarli per ottenere il massimo dei benefici in termini di visibilità.

All’introduzione di Roberto Liscia e Giulio Finzi, rispettivamente presidente e segretario generale del Consorzio Netcomm, seguiranno gli interventi di Paolo Cereda e Paolo Morandi per Trovaprezzi e di Andrea Boscaro e Riccardo Porta di Pangora. Ci sarà inoltre una testimonianza di Giorgio Brojanigo, direttore marketing del noto shop Bow.it.

“L’e-commerce è un’opportunità di crescita per molti merchant che ancora non ne conoscono in maniera completa tutte le possibilità. Ci interfacciamo ogni giorno con loro e da questo confronto è emersa l’esigenza di offrire un utile momento per parlare in modo concreto di come utilizzare il canale online per rilanciare o consolidare la loro attività”, dice Paolo Cereda, business development & marketing director del gruppo 7Pixel, di cui Trovaprezzi fa parte.

Andrea Boscaro, managing director di Pangora Italia, afferma: “Il ruolo dei comparatori di prezzo online è sempre più rilevante per il successo di un’azienda in termini di immagine e di business. Questo perché i comparatori si sono evoluti in modo tale che oggi sono un vero e proprio servizio all’utente finale. Offrono una serie di informazioni per consentire un acquisto consapevole e sicuro”.

Per informazioni e per l’iscrizione del seminario si prega di contattare la segreteria (segreteria@consorzionetcomm.it) del Consorzio Netcomm.

Tra un post divulgativo ed uno spiritoso, approfitto della semi-pausa estiva per scrivere un post da ufficio-stampa.

Segnalo pertanto il blog di Decido.it, uno spazio che Pangora sta cominciando ad utilizzare per dare ai suoi utenti consigli e spunti, aggregare informazioni e dati per una consapevole e piacevole esperienza di acquisto online.

Il blog crescerà nel tempo e si pone l’obiettivo classico di Pangora: promuovere il commercio elettronico e le aziende che ne utilizzano le potenzialità, stimolare l’utente Internet italiano a guardare con fiducia, attenzione ed intelligenza ad un fenomeno che coinvolge più di 6 milioni di nostri concittadini.

Buone vacanze a tutti con il blog di Decido sul vostro netbook o palmare per ogni acquisto online, anche sotto l’ombrellone o in un rifugio alpino.

Monday, 27 October 2008Chi naviga sui comparatori

E’ recentemente un uscito un bello studio di Net Observer sul profilo degli utenti dei comparatori di prezzo, ben commentato da I-Dome .

Da tale studio emerge un profilo prevalentemente maschile (67% in Italia) ed adulto (79% gli over 25) con un’evidente consuetudine all’acquisto online (il 70% degli utenti ha comprato online negli ultimi 6 mesi) nonchè all’utilizzo del Web come strumento di info-commerce.

Emerge inoltre la sinergia fra i comparatori ed eBay come piattaforme di incontro fra domanda ed offerta e la chiara capacità dimostrata dagli utenti di percepire la pubblicità online sui comparatori non come invasione della propria propensione attiva alla ricerca, ma come input utile per ricevere informazioni valide.

Ecco tutti i riepilogo_netobserver
dati. Buona lettura.

Friday, 20 June 2008E-commerce database marketing ©

L’e-commerce database marketing è  lo studio, la costruzione e la presentazione strategica dei dati volta alla qualificazione del traffico verso il proprio sito Internet.

Non se ne scrive su nessun testo e “bibbia” di riferimento del web-marketing e forse siamo noi i primi a parlarne.

Il riferimento sono i database (in formato .txt, .csv, o xml) che integriamo quotidianamente sulla nostra piattaforma di comparazione e confronto prezzi. Tutti i risultati prodotti infatti su portali come www.buycentral.it, si basano su delle query fatte nei confronti dei database dei nostri clienti, opportunamente mappati e classificati.

L’”occhio di bue” è virtualmente puntato sulla qualità delle informazioni presenti all’interno di questi database; sfortunatamente è molto spesso scarsa e non curata, quasi che fornire i giusti riferimenti ai prodotti (immagini, descrizioni, particolari, tempi e costi di spedizione) sia un particolare di poco conto.

Un esempio:

errori

Questo screenshot richiama una ricerca effettuata per “Acer Travelmate 5720″ (è stato volutamente cancellato ogni riferimento agli shop di questi due diversi risultati).

Come è possibile notare, il primo prodotto riporta il nome del modello, il prezzo, una corretta descrizione, l’immagine e i tempi e i costi di spedizione.  Non solo (ed è molto importante): lo shop ci sta comunicando anche il codice EAN che permette di richiamare anche la scheda tecnica del prodotto (il checkbox di fianco) e di confrontarlo così anche con prodotti simili per vedere le diverse informazioni prima del click.

Il secondo prodotto è presentato in maniera disastrosa: manca l’immagine, la descrizione richiama semplicemente il titolo, non vengono comunicati i costi di spedizione e il codice EAN è assente (e quindi il prodotto non potrà essere comparato con quelli di altri). Continua la lettura di questo post »

da Affari Italiani dell’8 aprile 2008

Chi raccoglierà il testimone dal Ministro della Funzione Pubblica Nicolais dovrà porre mano con risolutezza e lungimiranza ad un tema caldo del rapporto fra cittadinanza ed innovazione quale l’e-government e, più in generale, al ruolo della Pubblica Amministrazione nella diffusione e nell’intensificazione della cosiddetta “società dell’accesso”.

Secondo il recente rapporto Assinform è proprio il settore pubblico a costituire invece un freno alla crescita degli investimenti italiani in Information Technology con un calo della spesa nel 2007 pari allo 0,7% rispetto all’anno precedente. Le famiglie invece si sono confermate, nonostante il calo generalizzato dei consumi, entusiaste delle nuove tecnologie con un incremento del 10,5% mentre le imprese hanno continuato il loro percorso di ristrutturazione con un aumento degli investimenti pari al 1,9%.

Un’Italia a due velocità quindi, con una PA che, se certo ha saputo informatizzare in larga misura negli ultimi anni le proprie procedure interne ed esterne, non deve infatti rinunciare a proseguire nel suo ruolo di traino verso percorsi di innovazione tecnologica (e non solo) nella società e nell’economia. Così è stato fatto dal Ministro Gentiloni in tema di assegnazione delle frequenze Wi-max e di sostegno alla diffusione della banda larga grazie ad accordi come quelli con la Regione Lazio e la Regione Marche. In entrambi i casi, il protagonismo pubblico ha saputo nel contempo tenere insieme la libera concorrenza fra gli attori privati e la raccomandazione europea di porre gli enti locali al centro dei processi di innovazione.

Una maggior digitalizzazione nell’accesso alla PA da parte di cittadini ed imprese significa infine non solo più efficienza e più trasparenza nei loro delicati rapporti, ma anche ricadute positive nella familiarità con cui gli individui possono avvalersi di strumenti con i quali migliorare la loro comunicazione, avere accesso all’informazione ed infine vivere con più agevolezza la partecipazione alla vita democratica del Paese. Allo stesso tempo, tale ruolo induce esternalità positive nei confronti soprattutto della piccola e media impresa che ha proprio in un accesso più intenso e consapevole alle tecnologie digitali la possibilità di migliorare la propria produttività interna, la propria competitività, il rapporto con i fornitori, i clienti, il mercato.

La crescita della spesa in IT da parte di famiglie ed imprese conferma quanto il terreno sia fertile per chi, dal 14 aprile in poi, dovrà essere in grado di non abdicare ad un ruolo di innovazione del nostro sistema anche su questo importante fronte di competitività domestica ed internazionale.

Spesso shop molto di nicchia ci chiedono perchè mai dovrebbero essere presenti sui nostri siti, visto che la loro offerta non è soggetta ad una vera e propria comparazione con altri negozi online.

E’ un po’ come se questi operatori ritenessero opportuno non investire sui motori di ricerca perchè non vi sono altri inserzionisti a farlo.

Perchè questi shop non dovrebbero ritenere interessante raggiungere, con la loro offerta (che prorpio perchè è di nicchia è ancor più calzante), un utente che fa una ricerca su un motore, sia esso di ricerca generalista sia esso verticale per il commercio elettronico ? Non c’è alcuna ragione, se non il puro nominalismo che, soprattutto nel passato, ci ha etichettato come “comparatori”.

E’ vero. Siamo nati come comparatori. Ma perchè nel passato l’e-commerce era prevalentemente elettronica di consumo, un segmento particolarmente competitivo. Ma oggi il commercio elettronico è trasversale e ciò che importa è che raggiungiamo, con i nostri siti, milioni di utenti che reperiscono informazioni per le loro decisioni di acquistano. E questi noi trasformiano in “opportunity to see” sia per chi agisce in un contesto competitivo sia per chi è sicuro della proprio unicità.

Esattamente il cliente potenziale. Di ciascun sito di e-commerce. Perchè lo raggiungiamo nel momento in cui esprime un bisogno informativo e/o transattivo.

Pubblichiamo di seguito la lettera spedita a Bruno Vespa da molti esponenti della blogosfera, tra i quali Layla Pavone, Presidente di IAB, associazione a cui Pangora appartiene.

Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di
persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di
blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un
ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia
recente.

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia
sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i
blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in
definitiva la partecipazione alla vita sociale.

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu’ del 25% della
popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a “reti sociali”
basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza
non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici
italiani (ricordiamo tra i vari l’on. Gentiloni, l’on. Di Pietro, l’on. Letta, l’on Pecoraro
Scanio, l’on Lanzillotta, l’on Storace, l’on. Santachè, …), inclusi candidati premier alle
prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).

Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente
espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico.
Ancora peggio è criminalizzare i blog – come cercano talora di fare i paesi autoritari per
giustificare le loro censure – solo perchè alcuni – giovani o no – lo usano male.

Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata
ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto
generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione
via Internet.

Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali
aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè … fa male
ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e
giornali…Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale,
culturale e politico di enorme importanza.

Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per
lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni.
Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante – che di per sè porta
ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima
grandezza – e dall’altro sono un fattore propulsivo decisivo per l’economia nel suo
complesso, e in particolare per la diffusione dell’innovazione presso le aziende e le
famiglie.

La Commissaria UE Viviane Reding ha piu’ volte ricordato che ben il 50% della crescita
del PIL europeo e’ legata allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente
rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di
impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.

In Italia purtroppo l’economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le
telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del
resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa
diffusione della banda larga è forse l’indice più significativo della nostra arretratezza nel
settore decisivo delle tlc.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall’organizzazione degli operatori TLC europei
ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

  1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8)
    ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo
    lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche
    dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è
    meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e
    sociale.
  2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è
    stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la
    crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.

I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi,
ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza
con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie
ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle
telecomunicazioni, ad Internet e all’informatica con ricadute positive per l’intero
sistema.Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di
comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste
ultime è molto più esteso nelle funzionalità.

Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite.
La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi
pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e
criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati
come peculiari solo di Internet.

Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete
telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l’uso illecito e criminoso delle reti
fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in
diverse occasioni.

Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e,
fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta
relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne
aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l’uso
e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con
le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi – sociali o
criminali – che tutti desideriamo combattere.

Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico
competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso
di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.

Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a
massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi
di comunicazione.

Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni
e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d’ora la nostra
disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante
trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere
sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo
di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel
frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel – Mensile di attualità per l’industria
ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy,
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 – Settimanale di
innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino – Responsabile italiano
Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale – Associazione Italiana
Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale
Assocomunicazione – Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb – Joint Industry
Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia – Settimanale
Economico Corriere della Sera,
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso – Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB – Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network -
Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP – Associazione Italiana
Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER – Centro studi per
l’imprenditorialità – Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media – Politecnico di Milano,
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit – Associazione Italiana per la
Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex – Consorzio per
l’interoperabilità dei servizi Internet

Molto istruttiva la recente ricerca EIAA sullo shopping online europeo.

Tra i molti dati presentati, l’elevato utilizzo dei comparatori, strumento di cui fruisce il 61% dell’audience europea per comparare, ricercare, ottenere informazioni utili per le proprie decisioni di acquisto on ed offline.

Buona lettura e buona comparazione!

Friday, 8 February 2008Il tracking Id di Pangora

Da diversi mesi i nostri shop, attraverso il loro pannello di controllo, hanno a disposizione una utile funzionalità che permette loro di tracciare e qualificare il nostro traffico. Stiamo parlando del Tracking Id.

tracking id

tracking id

Dal pannelo di controllo, il gestore dello shop, potrà far aggiungere a ciascun deeplink dei suoi prodotti, le variabili che meglio crede per “intercettare” il nostro traffico. Facciamo un esempio:

Supershop.xyz, attraverso il database, ci invia un prodotto con questo link:

www.supershop.xyz/prodotti_a/product.php?productid=19502

Se lo shop volesse comprendere meglio quale traffico gli arrivi da Buycentral, o da Lycos, o da Ern, o da Costameno, gli sarà sufficiente inserire nel pannello di controllo, delle variabili che verranno così associate ai suoi link, ad esempio:

  • per buycentral: www.supershop.xyz/prodotti_a/product.php?productid=19502&utm_source=pangora&utm_medium=cpc&utm_campaign=buycentral
  • per lycos: www.supershop.xyz/prodotti_a/product.php?productid=19502&utm_source=pangora&utm_medium=cpc&utm_campaign=lycos
  • per ern: www.supershop.xyz/prodotti_a/product.php?productid=19502&utm_source=pangora&utm_medium=cpc&utm_campaign=ern

e così via (nell’esempio riportato sono stati utilizzati i classici tracciamenti offerti gratuitamente da google analytics – anche se consigliamo altri strumenti di analisi per le conversioni più professionali e mirati all’ecommerce)

Alla base di questo ragionamento però ci deve essere un sistema di web analytics o di statistiche, che sia in grado di interpretare questi dati. Nei logfile sul server dello shop ci saranno sempre riportati i dati corretti di provenienza ma serve un log anlyzer per poter poi lavorare questo tipo di informazioni.

Sistemi di statistiche evoluti non hanno problemi ad interfacciarsi con questo tipo di dati e le informazioni disponibili sono un vero patrimonio per i web marketing.


© 2007 Pangora Blog