da Affari Italiani dell’8 aprile 2008
Chi raccoglierà il testimone dal Ministro della Funzione Pubblica Nicolais dovrà porre mano con risolutezza e lungimiranza ad un tema caldo del rapporto fra cittadinanza ed innovazione quale l’e-government e, più in generale, al ruolo della Pubblica Amministrazione nella diffusione e nell’intensificazione della cosiddetta “società dell’accesso”.
Secondo il recente rapporto Assinform è proprio il settore pubblico a costituire invece un freno alla crescita degli investimenti italiani in Information Technology con un calo della spesa nel 2007 pari allo 0,7% rispetto all’anno precedente. Le famiglie invece si sono confermate, nonostante il calo generalizzato dei consumi, entusiaste delle nuove tecnologie con un incremento del 10,5% mentre le imprese hanno continuato il loro percorso di ristrutturazione con un aumento degli investimenti pari al 1,9%.
Un’Italia a due velocità quindi, con una PA che, se certo ha saputo informatizzare in larga misura negli ultimi anni le proprie procedure interne ed esterne, non deve infatti rinunciare a proseguire nel suo ruolo di traino verso percorsi di innovazione tecnologica (e non solo) nella società e nell’economia. Così è stato fatto dal Ministro Gentiloni in tema di assegnazione delle frequenze Wi-max e di sostegno alla diffusione della banda larga grazie ad accordi come quelli con la Regione Lazio e la Regione Marche. In entrambi i casi, il protagonismo pubblico ha saputo nel contempo tenere insieme la libera concorrenza fra gli attori privati e la raccomandazione europea di porre gli enti locali al centro dei processi di innovazione.
Una maggior digitalizzazione nell’accesso alla PA da parte di cittadini ed imprese significa infine non solo più efficienza e più trasparenza nei loro delicati rapporti, ma anche ricadute positive nella familiarità con cui gli individui possono avvalersi di strumenti con i quali migliorare la loro comunicazione, avere accesso all’informazione ed infine vivere con più agevolezza la partecipazione alla vita democratica del Paese. Allo stesso tempo, tale ruolo induce esternalità positive nei confronti soprattutto della piccola e media impresa che ha proprio in un accesso più intenso e consapevole alle tecnologie digitali la possibilità di migliorare la propria produttività interna, la propria competitività, il rapporto con i fornitori, i clienti, il mercato.
La crescita della spesa in IT da parte di famiglie ed imprese conferma quanto il terreno sia fertile per chi, dal 14 aprile in poi, dovrà essere in grado di non abdicare ad un ruolo di innovazione del nostro sistema anche su questo importante fronte di competitività domestica ed internazionale.