Per chi non li avesse ancora visti riporto i dati dell’Osservatorio FCP – Assointernet che confrontano il periodo gennaio-agosto 2009 con lo stesso periodo 2008.

A fronte di una crescita della pubblicità online del 6% (rispetto al calo dell’advertising tradizionale), la pubblicità tabellare scende del 2%, la Search aumenta del 13% e l’affiliazione cala del4%.

Cito questi dati, come sempre da prendere con le pinze, per sottolineare il valore del pay-per-click all’interno di un contesto search: solo il PPC infatti tutela sia l’editore che l’inserzionista, sprona il secondo ad ottimizzare il proprio servizio per rendere profittevole l’investimento (landing page, condizioni praticate, database-marketing) e consente al primo di non praticare costi fissi e poter accogliere un’ampia base di merchant e un ampio spettro di offerte per l’utente finale.

Va da sè che le campagne devono essere costantemente monitorate ed un’agile possibilità di uscita dal contratto permette di cogliere i vantaggi indicati sopra con la redditività tipica di un meccanismo di affiliazione.

Monday, 28 September 2009Novità negli annunci su Google?

adsense

Oibò. Cos’è questa novità? Sto navigando e l’occhio mi cade sull’adsense che vedi qui sopra.
Che cos’è quel simbolo del carrello a fianco del titolo?
E’ la prima volta che lo vedo… Quelli di Google stanno sperimentando nuove soluzioni grafiche dedicate all’ecommerce e non mi avvisano nemmeno? :-)

Thursday, 9 October 2008Tecniche di web-marketing: il libro

E’ con molto piacere che annunciamo una nostra pubblicazione: Andrea Boscaro ed io ci siamo impegnati, nell’ultimo anno, nella stesura di un libro che speriamo sia completo ed interessate e che va a “colpire” tutto il mondo dell’e-commerce.

Buona lettura!

Il sito ufficiale: www.facciamoecommerce.it

Questa invece la copertina:

Molti shop hanno i propri siti in hosting presso società che offrono un buon servizio a prezzi contententi (è il caso di Aruba.it o Register.it, ad esempio). Tipicamente i siti non sono su macchine dedicate e, il più delle volte, non è assolutamente necessario. Tutto dipende dai volumi di traffico che sviluppano.

A seconda del traffico che si riceve e delle connessioni contemporanee sul proprio sito, occorre però fare una riflessione.

Molti shop, oltre ad azioni di promozione legate all’acquisto di keyword advertising, presenza su comparatori di prezzo, newsletter, dem e iniziative speciali, stanno lavorando sodo, lato SEO, per primeggiare nei risultati.

Chi vende, ad esempio, canne da pesca, vorrebbe che il suo sito fosse tra i primi nei risultati organici quando un utente effettua una ricerca dei quel tipo.

Fin qui tutto bene.

Attenzione però: chi lavora nel modo corretto e primeggia in molte ricerce, deve prestare attenzione al traffico del proprio sito, pena, l’esclusione dai primi posti nelle ricerche. Il signor Google infatti, penalizza quei siti che non si caricano velocemente.

Un esempio: se il vostro sito fosse primo per la chiave di ricerca “macchine”, difficilmente con un hosting non professionale, il sito sarebbe in grado di di rispondere a 2 query al secondo (tante sono infatti le ricerche in tal senso). Il risultato? Il server potrebbe collassare restituendo un messaggio del tipo “server not avaible” o messaggi di errore del tipo 5xx server error message.

Fate attenzione dunque perchè potreste perdere il duro lavoro di indicizzazione.

Un’ultima cosa: la velocità del web server non influenza solo il SEO ma anche il SEM: google infatti, diminuisce il quality score (e quindi vi farà pagare di più per l’acquisto delle keyword) se il sito non si carica velocemente.

Wednesday, 28 November 2007Search Engine Marketing oggi

Ci sono appena arrivati in ufficio i dati freschi freschi di OTO Research (Istituto di ricerche specializzato sull’online) che nel mese di Ottobre ha condotto una web survey per investigare e comprendere la conoscenza e l’utilizzo di strumenti di Search Engine Marketing presso gli operatori del settore.

Il campione, 216 casi, è stato reclutato principalmente tra i professionisti del settore (aggiungo io: che quindi conoscevano per forza di cose l’argomento).

  • Il 69% delle aziende coinvolte nella survey si avvale di attivitàdi SEM e, tra quelle che ancora non lo fanno, il 16% è interessata a intraprenderle presto.
  • Le attività che le imprese portano avanti o che hanno intenzione di intraprendere sono principalmente il SEO (usato dall’85% delle aziende e indicato come prossima attività dal 74%), il Keyword adv e i Link sponsorizzati (già attivi per l’85%).
  • I motori di ricerca più utilizzati per le attivitò di Keyword Advertising risultano essere Google adwords (97% delle preferenze), seguito da Yahoo Search Marketing (YSM) per il 57% e Miva (13%).
  • La scelta dei motori di ricerca avviene, per l’83% delle aziende, in base all’esperienza dell’azienda stessa e alla conoscenza del brand (44%) oppure ai suggerimenti dell’agenzia pubblicitaria (17%)

Qualche dato ancora più importante:

  • Le attività che le imprese portano avanti o che hanno intenzione di intraprendere sono principalmente il SEO (usato dall’85% delle aziende e indicato come prossima attività dal 74%), il Keyword adv e i Link sponsorizzati (già attivi per l’85%).
  • Attualmente l’invesstimento nelle attività di SEM è limitato per la maggior parte delle aziende anche se alcuni top spender (11%) arrivano già ad investire più di 500 mila Euro (Pangora è decisamente tra queste). Per il 35% delle aziende comunque il budget è inferiore ai 10 mila; il budget fa investire viene stabilito all’inizio dell’anno e rivisto periodicamente (36%) mentre in altri casi dipende dai risultati generati (30%)
  • Tra gli obiettivi per cui un’azienda si avvale di servizi di SEM prevalgono quelli funzionali ed operativi, come trovare clienti (54%), aumentare contatti (45%) e vendite (39%), rispetto alle esigenze di brand image (29%) e di notorietà dell’azienda (26%).
  • Per misurare il ROI delle campagne di SEM, le aziende utilizzano una piattaforma di web analytics gratuita (come Google analytics per il 52%) o seleziona in base agli indicatori di performance che vogliono misurare (29%); altre aziende si basano su reportistica fornita dall’agenzia (265) mentre soltanto il 4% ancora non misura il ROI.

Trovi un estratto della ricerca a questo indirizzo: http://indagini.otoresearch.it/OTO_Research_SEM_Survey_2007.pdf

Thursday, 14 June 2007Google PageRank

google page rank Sul PageRank assegnato da Google alle pagine dei siti si discute da una vita. E indubbiamente si continuerà a farlo probabilmente perchè nessuno può dire con certezza gli elementi che compongono l’algoritmo con cui Google assegna pr che vanno da 0 a 10.

Fatta questa premessa, ho trovato davvero interessante questo articolo (in inglese) che racchiude un po’ tutti gli elementi del caso: Vale la pena leggerlo.

Monday, 4 June 2007SES 2007: una breve riflessione

Era la prima volta che partecipavamo, come azienda, al SES qui in Italia: in altri paesi europei siamo stabilmente stati inseriti nei panel al fine di raccontare al meglio le opportunità dello shopping comparison per i siti di e-commerce e per le agenzie che ne seguono le attività di web-marketing.

In questa occasione, oltre al piacere di incontrare i tanti operatori ed all’interesse dei vari seminari, abbiamo avuto l’occasione di sottolineare le similitudini fra le modalità con cui si gestiscono iniziative di SEO/SEM e le attenzioni che vanno prestate all’integrazione di uno shop sui motori di comparazione. Per chi volesse è disponibile la presentazione (ppt) fatta nella prima giornata.

Dopo un anno in cui il marketing online ha definitivamente ricevuto il suo riconoscimento come veicolo di comunicazione e di marketing imprescindibile nel media mix, crediamo ci sia ancora molto da fare per aumentare le competenze degli operatori e l’attenzione da parte degli investitori: per questo il SES è stato importante così come lo sono tutte le altre iniziative che seguiranno.

Un grosso grazie a Mauro Lupi ed a tutto lo staff dell’evento.

Friday, 25 May 2007Pangora al SES 2007

In occasione della sua partecipazione al SES 2007, Pangora inaugura il suo blog in Italia per rendere ancora più trasparenti ed efficaci le modalità per sfruttare al meglio i suoi servizi di shopping search.

La cura dei database prodotti, l’efficacia della loro descrizione e l’attrattività dell’offerta e delle pagine di atterraggio rappresentano i principali fattori di successo di un’attività di search engine e shopping engine marketing.

Ci confronteremo pertanto in questa sede con i principali operatori del settore per condividere best practices e tendenze del mercato.

Qui potete trovare la presentazione (ppt) che faremo nel corso del workshop “Convertire gli utenti in acquirenti”.

Buona lettura

Per dare il via al nostro blog, abbiamo voluto intervistare Marco Fontebasso, AD di Biquadra che ha recentemente pubblicato un testo di grande utilità sul search engine marketing. Con lui abbiamo voluto affrontare il tema della grande affinità fra il marketing per i motori generalisti e l’ottimizzazione della presenza di un sito di e-commerce su un canale shopping.

Ciao Marco, secondo la recente ricerca di Casaleggio sull’ e-commerce, l’88% degli shop ritiene il web-marketing il driver principale di crescita del proprio business. Quali sono i passi fondamentali che uno shop deve tenere a mente investendo online?

Il primo step in assoluto, che troppo spesso viene sottovalutato, è curare il contesto di conversion del proprio sito, investendo nella qualità del concept, del design, della produzione e dei contenuti.
Qualcuno può pensare che essere primo su Google sia più importante, ma la realtà è che un sito con un solido tasso di conversione (e a maggior ragione uno shop) avrà poi a disposizione un numero maggiore di leve promozionali: il livello di investimento per l’accesso sarà più basso.

Il SEM, per un sito di e-commerce, si allarga a comprendere anche la presenza sui comparatori.
Le riflessioni che hai fatto nel tuo testo valgono anche per questa specifica tipologia di attività? Vedi affinità nel modo in cui occorre approcciare i motori di ricerca generalisti e i comparatori ?

L’evoluzione dei cosiddetti “shop-bot”, come Buycentral, a mio modo di vedere, va sempre di più al di là delle mera comparazione di prezzo: in quest’ottica infatti si muove l’esigenza dell’utente che è non solo di comparare il prezzo del negozio finale, ma di avere un servizio che lo guidi nel confrontare modelli e features.

Così è fondamentale per l’operatore di e-commerce curare l’aggiornamento e la qualità del proprio feed, allo stesso modo in cui cura la qualità a monte delle informazioni.
Per far ciò è, a mio modo di vedere indispensabile la disponibilità ad investire nelle schede prodotto, e allo stesso tempo curare in modo “maniacale” le landing  page.

A costo di ripetermi, la conversione è la leva primaria di competitività, essenziale per qualsiasi canale, ed a maggior ragione per quegli investimenti che portano il sito vicino al momento dell’acquisto come quelli sui motori di shopping.

Credo che qualche ragionamento ad-hoc vada fatto sul database che viene esportato sui comparatori, tradizionalmente meno curato dai merchant italiani rispetto agli operatori presenti sui mercati più evoluti.
L’inadeguata attenzione al proprio messaggio ed al proprio sito di atterraggio costituisce un parallelismo che riscontri anche nel più ampio mondo del SEM ?

In effetti si riscontra spesso un po’ di faciloneria proprio su questi punti: invece l’allineamento tra messaggio e landing page è il punto nodale della conversione; trattandosi di un meccanismo di persuasione è un gioco di aspettative che vanno soddisfatte.

La scarsa qualità di campagne e di landing page si può riscontrare anche nel PPC legato al keyword advertising, credo il fenomeno sia parte di un più generale problema di qualità e = maturità del mercato sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.

Forse le condizioni non sono ancora quelle giuste per auspicare un mercato come quello UK: la percentuale di utenti che utilizza i motori di  ricerca almeno una volta al mese, anche se molto elevata (75% circa) secondo alcune rilevazioni (comScore per esempio), è comunque significativamente più bassa rispetto a mercati quali UK (94%), Germania (88%) e Francia (86%).

Dal lato dell’offerta di servizi, anche a causa di budget insufficienti a creare una domanda di alto livello, non ci sono strutture con i numeri e gli strumenti propri di mercati più ricchi, e questo ovviamente rischia di diventare un cane che si morde la coda.

Questo non significa che non ci siano professionisti di qualità, o aziende serie sul mercato, ma che una  maggiore propensione alla spesa potrebbe anche aiutare gli imprenditori ad investire maggiormente e creare strutture migliori, che crescano insieme ai clienti.

Ultima domanda. Recentemente hai pubblicato un libro su Google e sul suo utilizzo da parte delle aziende.
Quanto e-commerce c’è nel tuo studio e quanto ce ne potrà essere nel tuo “volume 2″ tra qualche anno?

“Come si fa a promuovere con Google” (blog di approfondimento www.guida-google.com) è uscito a Ottobre dello scorso anno, e sta  regalando sia a me che all’editore delle soddisfazioni.

Come dicevamo anche prima  le linee guida per un buon uso del SEM valgono a maggior ragione per chi fa e-commerce (e nel mio libro ci sono alcuni paragrafi specificatamente dedicati a questo).
Valgono però anche per chi vuole generare contatti e lead, personalmente ritengo siano sfumatore diverse e da un punto di vista metodologico interazioni diverse che intendiamo stimolare nell’utente.

Il ruolo dell’interazione on-line è destinato a crescere nell’economia, e questo trainer è sia l’e-commerce in senso stretto, sia l’info-commerce in senso più generale; i merchant hanno capito che i driver d’acquisto on-line non potevano essere solo le leve del pricing, ma anche altre quali la personalizzazione, la facilità di confronto, l’aggiramento dei problemi di distribuzione degli stock etc.

L’affinamento dei modelli di business, che già stanno premiando alcuni tipi di operatori, ci dirà più chiaramente quali siano le strade per il futuro.


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