Tuesday, 2 December 2008E-commerce e retail
Il retail è destinato ad un veloce rinnovamento: la crisi attuale impone di puntare sulla convenienza oltre che sul servizio. Così, ad essere vincenti, dovrebbero essere i multicanale, i magazzini di prossimità e i low cost.
E il web? L’alleanza con il web, a detta degli esperti della grande distribuzione, sarà decisiva.
Sarà, ma online sono pochi i nomi (Mediaworld ed Euronics ad esempio) che hanno scelto internet come canale distributivo aggiuntivo.
Upim, tanto per fare un nome “caldo”, festeggia il suo primo esercizio positivo dopo aver rinnovato delle linee di prodotto, cambiato gran parte della struttura organizzativa, ristrutturando i negozi e aprendone di nuovi. E internet, ad esempio? Nulla. Non sto parlando di avere semplicemente un sito, ma di farci del business sopra.
A questo proposito abbiamo fatto anche 4 chiacchiere con Alessandro da Cortà, Key Accounts development and Retail management in Luxottica Group e autore del libro ” Il retail nell’era digitale. Opportunità ed esperienze” e co-autore in ” Vincere la sfida del retail management”.
- Alessandro, quali sono le tue esperienze nel mondo del retail?
Sono un ex produttore, ho gestito per anni una fabbrica di occhiali dove ho avuto la fortuna di conoscere da vicino tutte le diverse funzioni e gestire in prima persona le difficoltà. Col tempo ho visto un retail sempre più pesante, troppe le pressioni su margini e resi merce. Da questa lezione sulla funzione critica del retail ho imparato l’arte della sopravvivenza.
- Ma come mai il commercio elettrico è ancora così distante da retail e grande distribuzione?
L’integrazione del commercio fisico con quello elettronico porta ad una maggiore produttività. E’ un dato di fatto. Eppure c’è ancora una grande miopia in questo senso.
- Ma possibile che sia sempre “colpa” del top management, che rimane fermo su “vecchie” posizioni?
All’interno del retail ci dovrebbe essere l’e-commerce come businesse e come opportunità.
Di fatto la concorrenza fra canali è un tema pericolosissimo: è difficile creare un equilibrio.
- Di cosa hanno paura quindi?
Temono la disintermediazione. Paura di perdere interesse rispetto ai punti di vendita classici. Riprendendo la domanda di prima, manca una direzione che ci creda. Il “change management” non può avvenire se il management stesso non è in grado di cogliere l’opportunità.
Bisogna imparare a creare valore per il consumatore, sfruttando le opportunità della rete web e dell’informatizzazione dei processi per generare un reale vantaggio competitivo.
Ciao Paolo e grazie per il tuo tempo. Eri presenti anche tu all’Italian E-commerce Forum del mese scorso, come hai trovato questo appuntamento?
Come hai trovato la due giorni milanese dell’italian e-commerce forum? E’ stato un evento interessante?