Tuesday, 30 September 2008Marketing digitale geniale

Poco fa un mio buon amico (grazie Dany) mi ha mandato questo link:

http://it.youtube.com/experiencewii

Ho pensato: “uff, il solito malato che mi manda un video sulla consolle wii…”

Ci ho cliccato sopra, l’ho fatto partire e per i primi 10 secondi non ho trovato nulla di particolare. Stavo per chiudere il tutto.

Poi ho capito cosa hanno messo in piedi quei geni della Nintendo. Idea brillantissima. Bravi. Ottima soluzione virale.

Se non ti racapezzi è perchè non hai cliccato sul link sopra! ;-)
Fallo! E guai a te se poi fai il fenomeno con i tuoi amici dicendo: “Hey, guarda cosa ho scoperto per caso…” :-)

Friday, 26 September 2008Copiare non fa male

Sul Dailynet di ieri, la società Monclick (società di e-commerce B2C di prodotti di elettronica e di informatica del gruppo Esprinetù) annunciava un fatturato, per il primo semestre di ques’tanno, di 7,7 milioni di euro ed una crescita (registrata a giugno) del + 60%.

Di recente hanno rinnovato anche il layout e la grafica del sito per rendere tutto più funzionale per l’utente.

Perchè non copiarla?

Perchè gli altri shop non studiano bene come è disegnato il sito, se ci sono delle killer application, se c’è quel qualcosa che potrebbe farli vendere di più?

Copiare non fa male, soprattutto copiare delle grandi.

Monclick ha sicuramente un capitale (in termini di risorse finanziarie e umane) che ben pochi altri shop medio piccoli si possono permettere ma credo sia possibile provare a ragionarci sopra e vedere se ci sono degli elementi vincenti replicabili (com’è organizzato, ad esempio, il vostro customare care?).

Molti shop infatti oggigiorno non hanno il tempo di rivedere, con occhio distaccato, il proprio business: rapporti con i fornitori, con i corrieri, fatturazioni varie, resi, reclami, email di ogni tipo rubano un sacco di tempo, forse troppo.

Il Natale si sta per avvicinare ed è notoriamente uno dei periodi “caldi” dell’anno: fermarsi in tempo qualche giorno per capire meglio dove di possa lavorare sul proprio sito per migliorare l’esperienza d’acquista per l’utente dovrebbe essere cosa buona e giusta.

Wednesday, 24 September 2008Video di Marco Montemagno – Iab 2007

Lo so, lo so, siamo nel 2008 e fra poco ci sarà il nuovo IAB forum (per l’esattezza il 5 e 6 novembre – MIC Milano Convention Centre – Fieramilanocity).

Allora perchè questo video solo ora? A distanza di un anno?

Sarò onesto: l’ho trovato solo oggi per caso :-)

Ho un debole per Marco Montemagno, è uno showman nato. E’ anche preparato e questo non sempre coincide con la figura dello showman che spesso ha il ruolo, seppur complesso, di tenere “semplicemente” desta l’attenzione del pubblico.

E’ bravo perchè è capace di trasmettere dei concetti in modo emozionale.

E se stai pensando che mi ha pagato per elogiarlo…no, non l’ha fatto. Sarai della mia stessa idea guardando questo video:

Wednesday, 17 September 2008Il mostro ha cambiato pelle

Da ieri il mostro si presenta con armi diverse.
I piu’ attenti sapranno che sto parlando del cambiamento di Google Adwords: sparisce la colonna e il riferimento del “punteggio di qualità” espresso in Euro e compare solo una indicazione a segnalare la bontà dell’offerta fatta per la keyword e la possibilità che l’annuncio compaia o meno nella prima pagina.

Non esistono più chiavi inattive. E non si sa più con certezza quanto si può arrivare a spendere o, al contrario, quanto si possa ottimizzare.

Al lato pratico infatti, se prima sapevamo che il valore minimo di acquisto per una certa keyword era di 8 centesimi, la compravamo a 10 sicuri che rimanesse attiva e generasse traffico per poi scendere se anche il costo di acquisto ovviamente scendeva.

Ora la possiamo comprare anche a 6 centesimi senza avere in testa possibili risultati. L’algoritmo è ancora nuovamente tutto da capire (ammesso che ci si riesca).

A distanza di un giorno però le nostre campagne attive non hanno subito grossi mutamenti. Sembra che sia rimasto tutto invariato. Vedremo nelle prossime settimane.

Una nota: del cambiamento di queste regole se ne è parlato su alcuni blog e altri ne hanno dato anteprima già ad agosto: non mi risulta però che Google abbia comunicato la cosa ufficialmente. Mi sbaglio?

Thursday, 11 September 2008Internet sempre più utile

Non è una novità che internet venga utilizzato sempre di più per l’info-commerce  e, successivamente, per concludere l’acquisto.

Un recente sondaggio infatti, condotto dalla società statunitense BigResearch su un campione di 15.727 consumatori di tutto il mondo, svela che ben il 47% di essi, prima di effettuare un acquisto presso un negozio, consulta internet e si affida ad amici e conoscenti per conoscerne le opinioni e ricevere dei consigli.

Solo il 29,4% dei consumatori, invece, non si serve del web per i propri acquisti. Dall’analisi della
BigResearch è emerso, inoltre, che quasi la metà (49%) dei consumatori adulti si dice influenzata dalle opinioni altrui sulla scelta del luogo in cui pranzare o cena, il 42,6% è più sensibile ai consigli sull’acquisto di prodotti elettronici e il 38%, infine, si lascia facilmente convincere in fatto di generi alimentari. (fonte: Dailynet del 11/09/2008)

Detto questo, l’obiettivo di tutti gli operatori della rete rimane lo stesso: far sì che l’utente non solo possa trovare online tutte le informazioni necessarie, ma che proceda anche direttamente all’acquisto senza “uscire di casa” e recarsi in un negozio tradizionale. E, come anche è emerso dal sondaggio, le aziende dovrebbero mettersi in gioco e prestare attenzione a tutto quanto viene detto su di loro su Internet.

Monday, 8 September 2008Intervista a Guido Meak di Zerogrey

E’ dal 2000 che Zerogrey costruisce e gestisce negozi monomarca online per le aziende.
Parliamo di questa realtà con Guido Meak, che insieme a Giovanni Meda, ne è il co-fondatore.
Vogliamo capire meglio come si muovono le grandi aziende e se l’estero rappresenti o meno una opportunità di business.

Ciao Guido, come mai un’azienda dovrebbe rivolgersi a voi per la realizzazione di un sito o di un progetto di e-commerce?
Una azienda con un marchio o un prodotto/servizio che sia vendibile su Internet, raramente riesce a mettere insieme tutti i pezzi quali: piattaforma, server, registrazioni, gestione dei dati raccolti (privacy) , contratti, banca di appoggio per i pagamenti, frodi, logistica, resi, pricing e rapporti con la rete distributiva.
Non è così semplice ed immediato avviare un’attività online e noi aiutiamo le imprese a non rimandare questi progetti. Una sorta di outsourcing.

In quanto tempo, mediamente, riuscite a mettere in piedi un sito di commercio elettronico?
Direi tranquillamente in 4 o 5 settimane dopo un accurato briefing e de briefing.
Fondamentalmente l’azienda ci deve comunicare quali prodotti o servizi vuole vendere, a che prezzo e decidere su mercati operare.
Offriamo una esperienza multisettore, che spazia dalla gioielleria, al merchandising, al food e all’abbigliamento.

Avete tanti concorrenti in Italia?
Non direi. In America di aziende come la nostra ce ne sono davvero tante. Non in Italia.
I nostri principali concorrenti sono società di logistica che stanno cominciando ad offrire anche soluzioni di commercio elettronico ai propri clienti.

Lavorate insieme da anni dando visibilità ai vostri clienti e, da quelli che ci passate o che vedo in portafoglio( Maserati, Invicta, Barilla, Boggi, Zippo, Roces, Enervit, Air Dolomiti, Gas, Sabelt etc etc), intuisco che non vi rivolgiate proprio ad aziende piccole e mi viene il sospetto che i vostri servizi siano molto costosi… è così?
A noi piace lavorare con grandi operatori monomarca.
La remunerazione è data dalla somma di un budget di realizzazione e gestione del sito (poche migliaia di euro) e la comunicazione a supporto (variabile in funzione delle conversioni).
A seconda poi di come viene configurato il rapporto, l’azienda può partecipare in toto alla quota di gestione oppure no. In qualche modo quindi, possiamo arrivare a condividere il rischio con i nostri clienti.

Mi interessa molto la vostra esperienza internazionale e la capacità di portare all’estero le imprese. Come gestite la cosa?
Poche sono le aziende italiane che ritengono di avere tanto mercato da creare delle proprie strutture all’estero. Allora interveniamo noi.
Zerogrey a S.Francisco, ad esempio, ha creato una propria struttura per vendere online. E non è così banale perché ci si va a scontrare con un mercato con specifiche peculiarità, che utilizza anche altri strumenti come il google checkout, carte di credito diverse, e interfacce di pagamento in dollari e non in euro. In America il tasso di conversione si aggira intorno all’ 1,8-2% e per aumentarlo o riuscire a rimanere profittevoli, l’azienda italiana deve quindi poter godere di un customer service americano, azzerare le problematiche doganali (stoccando i prodotti) e di gestione del reso.

Ma un costituire un magazzino all’estero è oneroso…
Chiaramente bisogna valutare l’onere finanziario della cosa ma è un modo per ottimizzare il tasso di conversione.

E’ solo l’America il vostro mercato si sbocco principale?
No. Considera che Zerogrey è presente fisicamente non solo a Torino e S.Francisco, ma anche a Dublino e Barcellona.

Come vedi il mercato quest’anno?
C’è crisi in tutto il mondo. Noto però un’attenzione maggiore ai saldi, come se l’utente online fosse diventato molto simile a quello offline.

Provocazione: invece che investire, ad esempio con voi, perché ad un’azienda non potrebbe limitarsi semplicemente ad operare attraverso Ebay?
eBay ha un dna che dà molto potere al consumatore/compratore e meno all’azienda. I clienti poi sono decisamente diversi: quelle che comprano sui siti di aziende non sono gli stessi che comprano su eBay.


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