Molti shop hanno i propri siti in hosting presso società che offrono un buon servizio a prezzi contententi (è il caso di Aruba.it o Register.it, ad esempio). Tipicamente i siti non sono su macchine dedicate e, il più delle volte, non è assolutamente necessario. Tutto dipende dai volumi di traffico che sviluppano.
A seconda del traffico che si riceve e delle connessioni contemporanee sul proprio sito, occorre però fare una riflessione.
Molti shop, oltre ad azioni di promozione legate all’acquisto di keyword advertising, presenza su comparatori di prezzo, newsletter, dem e iniziative speciali, stanno lavorando sodo, lato SEO, per primeggiare nei risultati.
Chi vende, ad esempio, canne da pesca, vorrebbe che il suo sito fosse tra i primi nei risultati organici quando un utente effettua una ricerca dei quel tipo.
Fin qui tutto bene.
Attenzione però: chi lavora nel modo corretto e primeggia in molte ricerce, deve prestare attenzione al traffico del proprio sito, pena, l’esclusione dai primi posti nelle ricerche. Il signor Google infatti, penalizza quei siti che non si caricano velocemente.
Un esempio: se il vostro sito fosse primo per la chiave di ricerca “macchine”, difficilmente con un hosting non professionale, il sito sarebbe in grado di di rispondere a 2 query al secondo (tante sono infatti le ricerche in tal senso). Il risultato? Il server potrebbe collassare restituendo un messaggio del tipo “server not avaible” o messaggi di errore del tipo 5xx server error message.
Fate attenzione dunque perchè potreste perdere il duro lavoro di indicizzazione.
Un’ultima cosa: la velocità del web server non influenza solo il SEO ma anche il SEM: google infatti, diminuisce il quality score (e quindi vi farà pagare di più per l’acquisto delle keyword) se il sito non si carica velocemente.