Wednesday, 30 July 2008Online Marketing & Media Show

E’ ormai passato un mese dall’ Online Marketing & Media Show di Londra (alla quale il nostro amico Balzani è stato e non l’ha trovata poi così eccezionale) . Con questo post sono decisamente in ritardo. Sto invecchiando.
Se però io perdo colpi, qualcun altro ha fatto una bella presentazione che voglio condividere.

Sto parlando di Iain Tait, uno dei fondatori della agenzia creativa Poke di Londra; la presentazione va oltre il concetto di power point (abusato e troppo troppo noioso) e con poche parole racconta un caso di webmarketing di successo. Quello dei Radiohead. Anche se non ti piacciono… guarda questa presentazione:

Monday, 21 July 2008I 5 errori dei negozi online

Vi segnalo questa iniziativa di Aicel, associazione cui tradizionalmente Pangora è sempre stata molto vicina e che, con i suoi convegno ed il suo forum, costituisce un validissimo strumento per chi vende online e per chi si agginge a farlo.

Come spesso accade, Aicel presta molta attenzione agli errori che si compiono … perchè vengano evitati quanto più possibile!

Leggi i 5 errori dei negozi online.

Thursday, 17 July 2008Intervista ad Andrea Polo – eBay

Andrea Polo è il Direttore PR di eBay Italia. Con lui abbiamo parlato di come vendere online attraverso il marketplace e delle ultime novità che li riguardano, incluso il caso Lvmh.
D. Innanzi tutto grazie per l’intervista, Andrea. Crediamo sia nell’interesse del mercato che il mondo di eBay ed il mondo più ampio dell’e-commerce interagiscano il più possibile per trainare la crescita di questo settore. All’inizio di giugno avete riequilibrato la vostra politica commerciale: quale è stato il vostro intento
R. La diminuzione dei costi di inserzione e l’aumento delle commissioni sul venduto è volto a promuovere i venditori di qualità (non necessariamente aziendali) ed a far sì che eBay compartecipi del loro successo in maniera ancora più significativa. A questi cambiamenti si è aggiunto un miglioramento della funzionalità di ricerca che, ad esempio, oggi riconosce il plurale e legge anche nel testo e negli attributi. Inoltre l’ordinamento dei risultati privilegia, a parità degli altri fattori, i venditori più affidabili.
D. L’e-commerce italiano vede una domanda in forte crescita ed un’offerta, soprattutto da parte delle PMI, che non sempre sta al passo. Quale è la tua opinione? Perché un’azienda dovrebbe usare anche eBay come canale distributivo ?
R. Ovviamente eBay non manca di acquirenti (più di 5 milioni sono gli utenti registrati in Italia), ma, proprio per questo, neanche i venditori: oggi in Italia 16.500 persone traggono la loro fonte di reddito unica o comunque principale da eBay. Per loro, e per tutti gli altri, eBay si occupa della gestione del sito, delle attività di marketing e comunicazione ed ha preso, come dicevamo poc’anzi, la decisione strategica di legare il proprio successo a doppio filo con quello di chi vende.
Ciò che conta però è la qualità, non il prezzo: è sulla qualità che un’azienda deve puntare per vincere la competizione del privato (competizione peraltro esistente anche nel mondo offline con realtà tipo Secondamano) e sulla sua traduzione in termini di esperienza dell’utente e di gestione dei feedback.

D. eBay Italia è un caso di successo. Come ti spieghi questa performance in un mercato che presenta opportunità, ma anche evidenti ritardi?
R. Abbiamo sempre lavorato per una localizzazione intelligente del prodotto internazionale a partire dal riconoscimento dell’utente che, fin dal 2001, avviene in Italia non sulla carta di credito, ma sul codice fiscale. E’ un buon esempio di come abbiamo saputo adeguarci in profondità alle specificità del nostro mercato.

D. Come commenti la vicenda Lvmh?
R. La verità è che eBay, i suoi venditori ed i suoi acquirenti, sono i primi ad essere danneggiati dalle contraffazioni. Non a caso spendiamo 20 milioni di euro all’anno in attività di controllo, fra le quali il programma “VeRO” che ha controllato nel 2007 oltre 2 milioni di inserzioni. Inoltre collaboriamo attivamente con la Polizia Postale e tutti gli organi di controllo preposti per combattere gli illeciti e garantire acquisti sereni e vendite di successo.

Wednesday, 16 July 2008L’advocacy nell’e-commerce

Una recente ricerca messa a punto da Weber Shandwick sugli effetti della brand advocacy, ovvero la forza del passaparola generato dagli ambasciatori di un marchio, sottolinea quanto sia un elemento chiave per la crescita di un brand.

Il dato principale è fornito dalla capacità della brand advocacy di essere 5 volte più efficace di strumenti convenzionali quanto a capacità di generare nuovi e fedeli consumatori. Continua la lettura di questo post »

Molti shop hanno i propri siti in hosting presso società che offrono un buon servizio a prezzi contententi (è il caso di Aruba.it o Register.it, ad esempio). Tipicamente i siti non sono su macchine dedicate e, il più delle volte, non è assolutamente necessario. Tutto dipende dai volumi di traffico che sviluppano.

A seconda del traffico che si riceve e delle connessioni contemporanee sul proprio sito, occorre però fare una riflessione.

Molti shop, oltre ad azioni di promozione legate all’acquisto di keyword advertising, presenza su comparatori di prezzo, newsletter, dem e iniziative speciali, stanno lavorando sodo, lato SEO, per primeggiare nei risultati.

Chi vende, ad esempio, canne da pesca, vorrebbe che il suo sito fosse tra i primi nei risultati organici quando un utente effettua una ricerca dei quel tipo.

Fin qui tutto bene.

Attenzione però: chi lavora nel modo corretto e primeggia in molte ricerce, deve prestare attenzione al traffico del proprio sito, pena, l’esclusione dai primi posti nelle ricerche. Il signor Google infatti, penalizza quei siti che non si caricano velocemente.

Un esempio: se il vostro sito fosse primo per la chiave di ricerca “macchine”, difficilmente con un hosting non professionale, il sito sarebbe in grado di di rispondere a 2 query al secondo (tante sono infatti le ricerche in tal senso). Il risultato? Il server potrebbe collassare restituendo un messaggio del tipo “server not avaible” o messaggi di errore del tipo 5xx server error message.

Fate attenzione dunque perchè potreste perdere il duro lavoro di indicizzazione.

Un’ultima cosa: la velocità del web server non influenza solo il SEO ma anche il SEM: google infatti, diminuisce il quality score (e quindi vi farà pagare di più per l’acquisto delle keyword) se il sito non si carica velocemente.

AGOSTO, TEMPO DI VACANZE MA ANCHE DI E-COMMERCE

Il nostro appuntamento settimanale sui temi caldi dell’e-commerce abbiamo voluto fissarlo questa settimana con Andrea Spedale, presidente di Aicel (www.aicel.it), associazione italiana del commercio elettronico che sicuramente tutti conoscete.

D. Andrea, si sta avvicinando agosto: quali suggerimenti dai agli shop che non possono dar seguito ai loro ordini da loro ombrellone?
R. Gli shop devono essere consapevoli che un sito di e-commerce è attivo e vende 365 giorni all’anno 24 ore al giorno, agosto compreso. Occorre pertanto organizzarsi perché le attività proseguano per la tranquillità dei clienti e del fatturato che, ormai da anni, ad agosto non scende grazie a comportamenti sempre meno tradizionali da parte dei consumatori e ad alla diffusione della navigazione da casa. Extrema ratio, nel caso in cui l’azienda debba chiudere, occorre avvisare gli utenti che i beni saranno consegnati a partire dal giorno del nostro rientro e chiedere loro se, in tal caso, sono disposti a procedere con l’acquisto. Un punto importante: le piattaforme di e-commerce devono prevedere che i negozianti possano intervenire su queste comunicazioni con agilità e velocità.

D. La ricerca Gfk Eurisko presentata lo scorso maggio sottolinea la rigidità degli utenti che tendono ad acquistare sempre e solo all’interno della stessa categoria merceologica e dello stesso sito. Cosa ne pensi ?
R. Si tratta di un comportamento tipico dell’acquirente soddisfatto. Perché devo cambiare sito se la mia esperienza d’acquisto è positiva? 
In realtà tale dato va contro a quanti pensano che si usi l’e-commerce solo per motivi di convenienza economica. Infatti, chi è a caccia dell’offerta ha la tendenza a cambiare spesso punto vendita, mentre chi è a caccia di un servizio di buona qualità e affidabile tenderà a scegliere sempre lo stesso negozio.
Quindi anche in Rete si riesce a creare quel rapporto di fiducia che ci fa optare per il sarto che da sempre ci cuce il vestito su misura piuttosto che andare dal grande magazzino dove tutto è omologato.
Di sicuro il riuscire a conquistare la fiducia e la fedeltà del consumatore è la sfida più grande di chi opera nell’e-commerce
.
Per questo occorre lavorare bene sulle informazioni che possiamo dare in merito al prodotto, alla nostra azienda, alle tutele in possesso del consumatore.  Io sono anche il titolare di Carrelli.it, azienda che ha lanciato l’iniziativa Compra Sicuro (http://carrelli.it/negozio/compra-sicuro.html).

D. Siamo arrivati velocemente alla metà del 2008. Che bilancio trai da questi primi sei mesi ?
R. L’e-commerce cresce stabilmente nonostante la congiuntura recessiva ormai evidente. Il contesto, negativo, deve però tradursi in opportunità per il nostro mercato che deve saper sottolineare i suoi caratteri di comodità, facilità d’uso e convenienza.

D. Cosa ne pensi della multa astronomica inflitta in Francia ad eBay in merito al caso delle contraffazioni Hermès ?
R. Purtroppo il messaggio che è emerso dalla stampa è un messaggio negativo per l’intero comparto dell’e-commerce: ancora una volta il nostro settore ne esce come luogo malsicuro, di cui non fidarsi. In realtà noi aziende che vendiamo online dovremmo trarne l’occasione per comunicare ancora una volta le tutele che garantiamo ai nostri clienti e la piena legittimità del nostro business, uno dei settori più sicuri per il consumatore ed in crescita costante all’interno del nostro sistema economico.  AICEL sta lavorando ad un importante progetto: La Directory Acquisti Sicuri. (http://directory.aicel.it ) Ad oggi lo staff AICEL ha recensito e validato oltre 350 negozi verificando l’esistenza delle garanzie minime previst dalla legge, l’informativa da dare al cliente e il rispetto della privacy.  In futuro questa potrà essere la piattaforma dalla quale fare acqusiti sicuri on-line.

Monday, 7 July 2008La gestione delle informazioni

Ieri sera ero a mangiare a casa di mia nonna di 94 anni. E’ ancora autosufficiente ed arzilla.
Non ha però confidenza con le nuove tecnologie ed il suo massimo è l’uso del cellulare nella forma basic: fare e ricevere telefonate. Non sa leggere gli sms o inviarli, fare foto, giocare o connettersi alla rete.

Notando che aveva ricevuto qualche “messaggino” mi sono preso la briga di leggerli per poi cancellarglieli. La maggior parte erano dell’operatore che l’avvisava che questo o quel numero l’avevano cercata mentre il telefonino ero chiuso.

Un messaggio però mi ha colpito e lo trascrivo:

Rcauto troppo cara? Con linear puoi risparmiare fino al 40×100 e blocchi il premio. Chiamaci gratis al numero…

Mia nonna non ha mai avuto un’automobile. Non ha la patente. E, a 94 anni, si lascia scarrozzare a destra e sinistra ma non si metterebbe mai al volante. Continua la lettura di questo post »

Ne parliamo con Giorgio Brojanigo, Direttore Generale di Bow.it

D. Caro Giorgio, vorremmo oggi affrontare con te due aspetti cruciali per l’e-commerce:, i metodi di pagamento e la logistica, due ambiti fondamentali per il consumatore e che incidono sul conto economico dello shop. Forse se ne parla troppo poco. Cominciamo dai costi legati ai sistemi di pagamento: quanto sono significativi?
R. L’incidenza di questi costi è tanto più elevata quanto più è basso lo scontrino medio. Per questo noi incentiviamo quei sistemi (Iwsmile, carte di credito e PayPal) che sono per noi più vantaggiosi ed avvertiamo lo svantaggio del bonifico anticipato che sconta il ritardo dei trasferimenti interbancari: per ridurre questo scarto, molti shop inviano le loro coordinate solo una volta che l’ordine è pronto. L’incidenza dei metodi di pagamento è fra l’1% ed il 2% del valore dell’ordine a seconda delle economie di scala di cui si gode: in realtà che operano con l’11% medio di margine operativo tali costi sono non trascurabili.  

D. Oggi il 70% delle transazioni avviene con carta di credito, ma fa leva sui 5 milioni di italiani che acquistano online. Come si convincono nuovi utenti a fidarsi dell’e-commerce?
R. Sicuramente mettendo a disposizione il maggior numero possibile di metodi di pagamento e continuando sulla strada intrapresa dal Verified by Visa e dal Secure Code by Mastercard.

D. Parliamo di logistica invece e di magazzino. Quanto è importante il costo sostenuto da uno shop?
R. Dipende dalla dispersione e dalla informatizzazione dei fornitori. Nel mondo dell’informatica godiamo senz’altro di una situazione più vantaggiosa: in altre categorie invece si ha che fare con realtà più complesse: nel mondo editoriale per esempio, dell’abbigliamento o della cosmesi. Quanto poi alla movimentazione logistica è possibile gestirla internamente – come facciamo noi – o affidarsi ai fornitori (se sono pochi ed efficienti) o infine farla gestire in outsourcing da operatori terzi: la scelta incide sull’impatto di questa linea di costo in termini di conto economico, ma – così come per i metodi di pagamento – in questi aspetti il servizio e la fiducia del cliente è cruciale per il successo del nostro e-commerce.

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