Monday, 16 June 2008Convegno Netcomm. Luci e ombre del commercio elettronico
da Advertiser del 10 giugno 2008
Tante luci e qualche ombra al Convegno Netcomm sul Commercio Elettronico che si è tenuto lo scorso maggioa Fieramilanocity. Molti gli spunti interessanti per chi si occupa di comunicazione e tiene sott’occhio questo comparto così dinamico…
* il 31% degli acquisti online non sarebbero stati fatti senza il commercio elettronico (Gfk Eurisko). E’ il segnale del valore aggiunto che l’e-commerce arreca al mercato ed in buona misura anche la forza che Internet ha di stimolare i consumi. In questo molto interessante il fenomeno dei club outlet come BuyVip e Born4shop ed il loro modello chiuso di opportunità di elevata qualità a prezzi scontatissimi;
* 5 milioni sono gli italiani che hanno comperato sul Web, soddisfatti al 90% della propria esperienza di acquisto (Gfk Eurisko): un numero ancora ristretto di consumatore quindi, ma un’ottima conferma del fatto che oggi la sfida sia nell’allargare la customer-base facendo leva su temi quali la logistica, l’assortimento, il customer care, ambiti rispetto ai quali la soglia di attenzione da parte degli utenti è più elevata della percezione che ne hanno i gestori dei negozi online;
* solo il 52% di coloro che acquistano sul Web aveva già deciso che si sarebbe avvalso della Rete per il proprio shopping online. La multicanalità è un fatto ed in questa direzione va sfruttato l’e-commerce come canale complementare di distribuzione;
* 14,6 milioni sono gli utenti mensili che fanno info-commerce (Nielsen Online) e si avvalgono della Rete per reperire informazioni su prodotti e servizi poi acquistati offline: di qui il boom dell’advertising online, ma anche l’orizzonte di crescita dello stesso commercio elettronico.
* Ulteriore dato da annotarsi. Il 28% degli acquisti online ha origine in una ricerca sui comparatori di prezzo i quali però risultano poi determinanti per la scelta nel 55% dei casi. Un elemento significativo se si tiene presente che l’e-commerce è ancora connotato da una certa rigidità percui gli acquirenti tendono a ripetere le proprie transazioni sempre nell’ambito della stessa categoria merceologica e dello stesso merchant.