Come tutti, anch’io sabato ho assistito alle notevoli code per il V-Day di Beppe Grillo. Tralascio gli aspetti politici – non oggetto di questo blog – e mi concentro su una riflessione fatta anche da Michele Serra sulla Repubblica di ieri.

I 300 mila che si sono messi in coda, certo sospinti dalla ventata di antipolitica di questi giorni e dal carisma del comico-plemista, sono il risultato di un fenomeno di comunicazione puramente online. Se “il popolo dei blog” non è riducibile al network di Grillo, è pur vero che in un giorno pieno di altri eventi mediatici (i funerali di Luciano Pavarotti, il rugby), con la sola Internet questa iniziativa è riuscita a bucare anche la coltre di pressapochismo o ostruzionismo che gli altri media spesso riservano al Web il quale ha battuto un palpabile e sonoro colpo per affermare il suo ormai irrefrenabile impatto sulla realtà “vera”.

Un segnale importante (evidentemente non l’unico) che è venuto da quelle code.